Due aree pubbliche intitolate a don Cosimo Stellacci e all’ex sindaco Arcangelo Pastoressa

Con due distinte deliberazioni (n. 49 e n. 50) assunte nella seduta del 4 marzo 2022 la Giunta comunale, su proposta della Commissione consultiva per la toponomastica e la numerazione civica, ha deciso di intitolare due aree pubbliche, sino ad oggi prive di denominazione, a don Cosimo Stellacci e ad Arcangelo Pastoressa, sindaco della città negli anni del Dopoguerra.

Piazzetta don Cosimo Stellacci è la denominazione attribuita all’area a verde che delimita il campo sportivo intitolato a Mario Licinio, compresa tra via Palmiro Togliatti e via Pietro Stallone.
Nelle premesse del provvedimento la Giunta comunale ricorda la vita e l’operato di don Cosimo Stellacci (nato il 5 novembre 1942 e deceduto il 21 marzo 1998), facendo proprie le parole del consigliere comunale Franco Natilla, promotore della richiesta di intitolare una piazza della città a “una figura di sacerdote straordinariamente profetica che amava i poveri, le persone infelici, gli sconosciuti, il prossimo che è ai margini della società, lo straniero che è vicino a noi. Sacerdote prima a Fondi (Latina) e poi a Santo Spirito e a Bitonto, direttore dal 1993 al 1995 della Caritas Diocesana, don Cosimo è stato promotore della crescita spirituale e sociale della comunità cittadina, capace di scuotere le coscienze addormentate e di lottare per una società più giusta e solidale”.

 

L’area ubicata davanti all’ingresso principale della Villa comunale e compresa tra viale Giovanni XXIII e via Quattro Novembre assume, invece, la denominazione di “Largo Arcangelo Pastoressa”.
Viene così ricordata la figura di Arcangelo Pastoressa (nato il 7 agosto 1886 e deceduto il 19 dicembre 1970), alla guida della città prima come Commissario prefettizio dal 6 settembre 1944 al 12 aprile 1945 e poi come Sindaco dal 12 aprile 1945 al 29 aprile 1946 e dal 25 maggio 1952 al 24 maggio 1953.
Pastoressa, che fu anche Consigliere comunale dal 1914 al 1919 e dal 1946 al 1952, è indicato dagli storici locali – si legge nel provvedimento della Giunta – come “esempio carismatico di onestà, di capacità intellettuali e amministrative, di umanità e di fermezza. La sua figura appartiene al passato, ma rimane un esempio di onestà, competenza ed equilibrio ancora validissimo”.

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