Incendio alla Ecogreen Planet: stop, su indicazione di ARPA e ASL, alla raccolta di prodotti ortofrutticoli nell’area di prima ricaduta degli inquinanti

Il Sindaco di Bitonto, raccogliendo l’invito dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente (ARPA Puglia) e le indicazioni dell’Azienda Sanitaria Locale, vieta, in via precauzionale, la vendita e il consumo degli alimenti di origine vegetale coltivati nell’area ritenuta di prima ricaduta degli inquinanti, che si sono sprigionati dall’incendio avvenuto il 7 giugno alla Ecogreen Planet di Palo del Colle.

L’area, individuata dall’ARPA Puglia sulla base delle prime valutazioni emerse dalle misurazioni effettuate dopo il rogo all’azienda, che si occupa del trattamento di rifiuti recuperabili, tra cui le plastiche, è composta da un cerchio di 2 chilometri di raggio dallo stabilimento incendiato e da una fascia in direzione Nord-Nord Ovest che si estende sino all’aeroporto di Bari-Palese, interessando i territori di Bari, Bitetto, Modugno e Palo del Colle.
A Bitonto i terreni, per i quali l’ordinanza (n. 250/2000) firmata dal sindaco Abbaticchio vieta la raccolta per la vendita e il consumo di prodotti ortofrutticoli, ricadono in un’area compresa tra la S.P. 91 Bitonto-Santo Spirito (a Nord), il confine con i Comuni di Bari e Modugno (ad Est), il confine con il Comune di Palo del Colle (a Sud) e l’anello stradale della Poligonale (a Ovest).

I primissimi rilievi, effettuati dai tecnici dell’ARPA già durante le operazioni di spegnimento del vasto incendio, che ha prodotto un’imponente nube di fumo nero e intenso, sospinta dal vento in direzione degli abitati di Palo del Colle e Bitonto, hanno permesso di individuare i siti per il posizionamento dei campionatori per il prelievo delle polveri totali sospese (PTS) e dei microinquinanti organici. Le due postazioni, allestite in un autoparco nelle vicinanze dell’aeroporto di Bari-Palese e nella stazione dei Carabinieri di Bitonto, integrano le cinque postazioni fisse di monitoraggio della qualità dell’aria, che fanno parte della rete privata della Centrale Termoelettrica Sorgenia di Modugno (la postazione “pozzo n. 4 dell’Acquedotto Pugliese” si trova nel territorio di Bitonto).

Nel complesso – si legge nel rapporto dell’ARPA – le concentrazioni medie di PM10 e PM2.5 (i numeri indicano lo spessore in microgrammi delle polveri inalabili e respirabili e, quindi, dannose per la salute umana) nelle prime due giornate di osservazione si sono mantenute su livelli inferiori ai limiti di legge, ad eccezione di un paio di valori orari (all’1 e alle 10 di lunedì 8 giugno) caratterizzati da concentrazioni di PM10, in zona comunque distante da centri abitati, superiori ai 50 microgrammi per metrocubo, che rappresenta il limite di concentrazione giornaliero stabilito dalle norme.

Questi primi dati saranno, poi, integrati con le specifiche indagini per il dosaggio anche sui terreni di PCB, diossine e IPA, inquinanti organici in grado di persistere nell’ambiente e bioaccumularsi.
Di qui l’invito dell’ARPA, rivolto ai Sindaci dei comuni coinvolti, a valutare la sospensione in via precauzionale della raccolta dei prodotti ortofrutticoli nell’area ritenuta di prima ricaduta, dal momento che “la via principale per l’esposizione umana a questi inquinanti non è quella inalatoria bensì quella alimentare”. Indicazione che, successivamente, gli esperti dell’ASL Bari, rispondendo anche ad una espressa sollecitazione del sindaco Abbaticchio, hanno fatto propria, ritenendola necessaria a tutela della salute pubblica, in applicazione del principio di precauzione ed in attesa degli ulteriori risultati del monitoraggio da parte dell’ARPA e del proprio Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN).

Il divieto sarà valido per 30 giorni, salvo successive valutazioni da parte degli esperti ambientali e sanitari.

 

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