Inaugurati Cittadella del Bambino e skatepark nella zona 167. Le dichiarazioni del sindaco Abbaticchio e dell’assessore De Palma

L’inaugurazione della Cittadella del Bambino nell’ottocentesca Villa Sylos, il cui recupero avviato, dopo molti anni di abbandono, con i fondi del Piano integrato di recupero delle periferie (PIRP) si completa oggi con gli interventi su parco secolare, chiesetta e torre di Cesare finanziati per poco meno di 1,3 milioni dal progetto Agorà Sicure, ha visto la festosa e colorata partecipazione dei residenti della zona 167 e, soprattutto, di alcune scolaresche, in rappresentanza dei principali destinatari della struttura.

Dopo il taglio del nastro, al quale hanno partecipato insieme al sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio, e alla Giunta comunale al completo il sindaco della Città Metropolitana di Bari Antonio Decaro, il consigliere regionale Domenico Damascelli e il consigliere del Presidente della Regione Puglia, Giovanni Procacci, la Cittadella è stata invasa da decine di curiosi e bambini che hanno esplorato e provato ambienti e attrezzature a loro disposizione.

Più tardi Abbaticchio e Decaro hanno raggiunto l’area compresa tra via Berlinguer e via La Malfa, dove un terreno abbandonato ha fatto posto ad uno skatepark ed un campo da street basket con area verde e giochi. Lungo il tragitto da Villa Sylos allo skatepark i due sindaci hanno fatto tappa anche all’orto sociale in via Amendolagine e al Banco delle Opere di Carità, altre importanti realizzazioni del piano di rigenerazione urbana Rigenera 167, caratterizzato dal recupero a parchi, punti sportivi e aree giochi di terreni abbandonati e aree degradate, sottratte allo spaccio e al vandalismo.

Il sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio, a commento dell’emozionante giornata, che lo ha visto anche protagonista di un simpatico fuori programma, giocando a street basket con alcuni giovani liceali intervenuti all’inaugurazione del parco in via Berlinguer, ha dichiarato: «Dal 2012, in piena zona 167, sono iniziate opere di occupazione comunale di terreni abbandonati e aree degradate, trasformandole in parchi, punti sportivi all’aperto, aree giochi per bambini. In particolare su quest’ultimi si è puntato molto, fino ad arrivare a pensare che una struttura storica del 1800, abbandonata a murales vandalici ed a luogo di spaccio, potesse trasformarsi in una cittadella del bambino, in cui l’educazione civica ed il gioco andassero di pari passo. Tutto questo si è compiuto, permettendo di restituire alla collettività anche un parco secolare in cui un’area è dedicata a sculture contemporanee volute dal compianto Franco Sannicandro, estroso promotore della nostra città con iniziative artistiche e culturali di respiro nazionale e internazionale.
Ma la particolarità di tutto questo non sono le tante opere insediate in un tessuto urbano “a rischio”. Un elemento di estrema importanza è che queste strutture siano custodite e gestite da cooperative sociali selezionate con avviso pubblico: in questo modo le fragilità (persone occupate dalle cooperative) diventano straordinari strumenti di difesa dal vandalismo e dalla criminalità. Il tutto in un progetto gestionale di rigenerazione urbana e sociale che continua da oltre sette anni e che, riceverà nuova linfa, grazie agli interventi che saranno realizzati con i 4,5 milioni ottenuti  dal nuovo piano di rigenerazione urbana della Regione, comprendenti la trasformazione del tribunale in centro di aggregazione giovanile con virtual room e sala convegni, il rifacimento di diverse arterie stradali e la realizzazione di nuove rotatorie».

Sulla stessa lunghezza d’onda le riflessioni dell’assessore al Welfare, Gaetano De Palma, che, a proposito di quanto realizzato in questi anni nella zona 167, parla di «importante opera di riqualificazione sociale perché, per precisa scelta dell’Amministrazione comunale, sono stati pensati e sono in via di realizzazione molteplici interventi che avranno come fulcro una zona della città, considerata alla stregua di un semplice dormitorio e quindi carente di servizi e di spazi vivibili per i residenti e i bambini, in particolare.
La Cittadella del Bambino, i parchi urbani di via Turati e via Urbano, l’orto sociale, lo skatepark con annesso campo di street basket, lo spostamento nella sede dell’ex Pretura di una parte dei Servizi sociali comunali con la creazione del Polo per la famiglia, unitamente a tutte le attività, che quotidianamente il Comune realizza qui anche grazie alla preziosa collaborazione delle parrocchie, sono il segno tangibile dell’attenzione che l’Amministrazione comunale riserva ai residenti della 167».
«E proprio i residenti – aggiunge De Palma – sono al centro del progetto sociale sotteso agli interventi nella zona 167. Residenti che sono protagonisti della vita sociale di queste strade, e quindi anche i migliori custodi delle opere che via via si vanno a realizzare. Molto spesso, infatti, nelle cooperative sociali, alle quali sono affidati i servizi di sorveglianza, guardiania e tutoraggio delle strutture realizzate, sono impiegati e coinvolti soggetti, residenti della zona, a rischio di esclusione sociale. L’investimento pubblico in questo caso ottiene un duplice obiettivo: la conservazione delle opere realizzate e un concreto sostegno economico a famiglie, che si sentono doppiamente responsabili, come cittadini e come lavoratori».

Villa Sylos, sede della Cittadella del Bambino, prima e dopo l’intervento di recupero funzionale del piano Rigenera 167
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